Le radici sono lontane, la tradizione più viva che mai. La storia del marchio Schedoni è la storia di una famiglia che da oltre 130 anni produce articoli in pelle di grande valore, una dinastia che ha saputo tramandare un’artigianalità che nel tempo è diventata arte: quella della lavorazione della pelle, con passione, dedizione e intelligenza per creare oggetti di valore che durano nel tempo.

Celso Schedoni, il capostipite di questa dinastia tutta modenese, avvia nel 1880, a Formigine, un piccolo laboratorio per la lavorazione di calzature interamente prodotte a mano.

Il figlio Giuseppe negli anni ’30 è  ancora adolescente quando, alla scomparsa di Celso, eredita dal padre il mestiere e la passione per il lavoro. E’ per questo che decide di vendere tutti i macchinari e le attrezzature a un calzaturificio di Modena, a patto di restare a lavorare per imparare meglio le tecniche di lavorazione: in pochi anni, diventa il Responsabile della produzione.

Passato il terribile periodo della guerra arrivano gli anni ’50, il periodo della rinascita. Bisogna ricostruire l’intero Paese, con coraggio, volontà e orgoglio.

Giuseppe dimostra di avere tutto questo e, anche nel ricordo del padre, avvia una propria attività a Modena: un calzaturificio specializzato nella produzione di scarpe di alto profilo, prodotte interamente a mano. Gli anni che seguono, quelli del boom economico, vedono Giuseppe alla guida di un’azienda con oltre 140 dipendenti e con una produzione di 90 paia di scarpe al giorno.

La passione per la preziosa produzione artigianale, appresa dal padre, viene mantenuta nel tempo. E insieme viene  tramandata anche l’abilità nel seguire attentamente tutte le fasi della lavorazione per ottenere un prodotto di alta qualità al quale tutti i clienti, allora, erano avvezzi.

Il boom economico genera l’euforia di consumi, si ha la voglia di dimenticare la guerra, la povertà e la disperazione. Si vuole rinascere e in fretta. Il mercato è dinamico e competitivo, le aziende si evolvono, diventano moderne e attivissime.

Negli anni ’70 è Mauro, figlio di Giuseppe, con il diploma in tasca, a fare l’ingresso nell’azienda del padre. Sarà lui a dare la svolta moderna all’impresa di famiglia. Mauro possiede estro creativo e lo stesso amore e slancio per il proprio lavoro che erano stati prima del nonno e poi del padre. Intuisce per tempo il nuovo orientamento del mercato e decide di diversificare l’attività: avvia nuove linee di produzione, prima di tutto la pelletteria, poi l’abbigliamento e gli accessori, tutti in pelle, tutti di altissima qualità. Con lui c’è Maria Grazia, sua moglie, che gestisce in azienda il settore amministrativo.

Mauro, con approccio manageriale, trasmette una spinta innovativa all’azienda e comprende che la modernità ha bisogno ancora di valori. Il valore che più resiste nel tempo è la qualità del prodotto e per questo mantiene costantemente fede alla tradizione di famiglia:  ancora una volta tutti i prodotti Schedoni vengono fatti a mano con la stessa cura e dedizione del nonno Celso. Mauro, con il prezioso contributo di suo padre, seleziona i pellami, controlla personalmente il lavoro dei propri collaboratori, verifica il prodotto finito.

É con questo spirito che nel 1976, grazie ad un incontro fortunato, inizia a collaborare con la Ferrari Automobili S.p.A.. L’incontro non è solo con un’azienda ma anche e soprattutto con un uomo di straordinario carisma sia dal punto di vista professionale che umano: Enzo Ferrari.

Il cognato di Mauro Schedoni, possessore di una Ferrari 308 GTB, gli chiese di realizzare delle valigie che si adattassero al bagagliaio della sua nuova automobile: quelle tradizionali, non erano compatibili con le forme e i volumi della ‘rossa’. Mauro, quasi per gioco, decise di soddisfare il cognato e per Natale gli fece trovare sotto l’albero un set di valigie con le forme assolutamente perfette per quel baule così particolare. Il Natale, si sa, fa incontrare parenti e amici. E proprio durante quei giorni capitò a casa del cognato il Direttore Commerciale della Ferrari che immediatamente si innamorò delle valigie di Schedoni “…finalmente abbiamo la risposta per chi si lamenta di non poter portare il proprio bagaglio nella Ferrari…’. Così è nato il rapporto con Ferrari e da allora è cresciuto sempre sulla base di reciproca e autentica collaborazione. Schedoni si è posto nei confronti della Ferrari non come semplice fornitore ma come partner attivo per la ricerca e la realizzazione di soluzioni valide per le esigenze espresse dal Cliente.

La Schedoni viene chiamata a produrre, per l’allora Concessionario Ferrari di Hollywood in California, anche gli interni della 308, tra il ’77 e l’80, ne riveste ben 19 esemplari. Da allora Schedoni diventa il produttore ufficiale della valigeria a marchio Ferrari.

La Ferrari già dai primi anni ‘80 pubblicava le immagini delle proprie auto con il set di valigie dedicato e che, presentate come optional, divennero subito cult.

Il rapporto con l’azienda di Maranello si evolve e nel 1983 Schedoni è chiamato dal Team Ferrari di Formula Uno per il rivestimento dei sedili delle monoposto da corsa. È stata una grande sfida per l’azienda perché, oltre alla maestria e qualità del prodotto, qui era necessaria anche la ricerca di soluzioni tecniche e tecnologiche di altissimo livello. Sono state studiate macchine particolari per la lavorazione della pelle, selezionati e sperimentati pellami di ogni tipo per riuscire ad individuare quello che meglio rispondeva alle esigenze tecniche e di comfort necessarie. Con i sedili rivestiti da Schedoni hanno corso Piloti come Arnoux, Tambay, Alboreto, Johannson, Prost, Mansell, Alesi, Berger, Irvine, Schumacher e Barrichello, Raikkonen, Felipe Massa e Fernando Alonso. La collaborazione con il Team di Ferrari diventò strettissima e costante: dalla progettazione, alla scelta e al trattamento dei pellami, al montaggio e altro ancora, piccole cose ma tutte fondamentali per la messa a punto di una vettura destinata a vincere.

Intanto nel 1983 e nel 1987, Elisa e Simone, la quarta generazione della famiglia, entrano di fatto a far parte del management dando il via al rinnovamento dell’azienda per obiettivi sempre più elevati. Elisa, per la programmazione produttiva, e Simone, per l’area commerciale, non tradiscono il carattere della famiglia, hanno ereditato lo stesso attaccamento al lavoro, la stessa convinzione nei valori della qualità e partecipando, con ruoli di primo piano, allo sviluppo e alla crescita dell’azienda di famiglia. Nel 1989, Pierluigi, marito di Elisa, entra a far parte della Squadra, con l’incarico di Responsabile Tecnico.

Negli anni, tanti i progetti che da Maranello coinvolgono la Schedoni; quello di maggior prestigio è stata la progettazione e creazione dell’omaggio offerto dalla Ferrari a Papa Giovanni Paolo II in visita a Maranello nel 1988. Una speciale valigetta per la celebrazione della Santa Messa, attualmente conservata ai Musei Vaticani.

A fronte dell’esperienza maturata con la Formula 1, la Schedoni è stata chiamata nella metà degli anni ’90 alla realizzazione dei sedili delle vetture Ferrari F50 (349 esemplari).

Più di 35 anni sono trascorsi. Altri ne verranno. L’azienda Schedoni è impegnata a crescere e mantenere vivo questo rapporto di collaborazione, garantendo sempre lo stesso impegno professionale, la stessa cura per i particolari e la stessa passione per nuove sfide.

Oltre alla Ferrari, Schedoni annovera tra i propri clienti le piú prestigiose Case Automobilistiche italiane ed estere come per Bentley, Lamborghini, Rolls-Royce, Pagani, Audi, Alfa Romeo, Maserati, VW and Morgan le quali produce set da viaggio personalizzati, box colori,interni auto e linee di merchandising. La distribuzione è affidata esclusivamente alla rete di vendita (Concessionari) di queste Case Automobilistiche.

Oltre al Settore Auto, l’Azienda di Modena produce articoli di regalistica aziendale di altissimo livello qualitativo.

Elisa, Simone e Pierluigi hanno in comune la stessa visione: accreditare il marchio Schedoni come sinonimo di tradizione, qualità e prestigio per la produzione di oggetti in pelle unici e senza tempo. Magari per consegnare alla prossima generazione, Alessio, Niccoló e Sara il patrimonio di un’azienda ricca prima di tutto di storia e di passioni.